In principio fu il Millelire, collana nata dalla geniale idea di un altrettanto geniale editore, Marcello Baraghini. Un istant book sui salvatori di semi, contadini, agronomi, ambientalisti alla ricerca dei semi perduti, futuri custodi, spesso a loro insaputa, della biodiversità di prodotti della terra comuni, ma le cui varietà più antiche sono a rischio estinzione e, in parte, già estinte. Il libro, uscito nel 2000, ha anticipato di più di dieci anni un tema che ora è all'ordine del giorno.

 

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Il Millelire cresce e diventa un libro sempre per Stampa Alternativa, collana  Margini. Racconta, ancora, di mele cotogne, pere volpine e altre specie antiche di frutta e verdura, cereali ed erbe aromatiche, i cui sapori si sono perduti, e con essi anche tutta la cultura contadina che li custodiva. Parla anche dei primi seed savers, del movimento che stava nascendo in Italia proprio in quei mesi e di come la Rete li stava aiutando a riportare in Italia i semi di piante portate, molti anni fa, in America, Canada, Australia, dai nostri emigrati. 

"Dai conventi dove sono cresciuti, per anni, indisturbati. Dalla memoria dei vecchi contadini. Dai terreni abbandonati e ripuliti. Dalle strade telematiche di Internet. Dalla curiosità di scoprire quello che c'era e, ora, non c'è (quasi) più. Tornano gli antichi alberi da frutto, gli ortaggi dimenticati dal mercato. Rinascono negli orti e nei frutteti del seed savers, i salvatori di semi a caccia delle ultime varietà di vegetali commestibili, che rischiano di sparire per sempre, proprio come il panda e la tigre. Li coltivano con metodi rigorosamente biologici e insegnano a tutti come diventare un "salvasemi" di città, avendo a disposizione solo un balcone, un davanzale o il cortile di una scuola".

 Il ritorno della mela cotogna. Dagli orti ai balconi nuove piante con vecchi semi. Edizioni Stampa Alternativa, collana Margini. Giugno 2000.

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Passa qualche anno e diventa un'urgenza raccontare altre storie. Storie che rimangono dentro, che non si riesce a confinare nell'ambito della professione. Una di queste riguarda Tania Bogus, alias Natalia Seremet. Diciotto anni appena, uccisa in modo feroce perchè non voleva vendersi. E' una storia tragicamente simbolica, che racchiude centinaia e centinaia di destini di altre donne, che transitano per l'Umbria come corpi in vendita. Una trama drammatica, che si è sviluppata sotto gli occhi di tanti, senza che nessuno sia stato in grado di vedere.

"Urlava, Tania Bogus, 18 anni, moldava, chiusa nella stanza d'albergo con il suo sfruttatore, ma nessuno voleva sentire. Gli uomini che compravano il suo corpo di bambina non potevano non vedere quei lividi sulla pelle. Ma nessuno voleva vedere. Tania era sola. Non c'era nessuno nemmeno la notte in cui fu uccisa con una ventina di martellate in faccia. <Aveva rotto il cazzo>, disse il suo carnefice. <Così le altre imparano>. 

Questo libro racconta il destino tragico di Tania, schiava-bambina finita nelle mani di feroci assassini per sfuggire alla miseria del suo paese. Un'inchiesta alla vecchia maniera che non solo racconta la ferocia dei nuovi aguzzini, ma anche di come il suo sacrificio abbia contribuito all'arresto di 200 schiavisti e alla liberazione di tante giovani che rischiavano di finire come lei. Un libro di denuncia, ma anche di speranza."

Tania e le altre. Storia di una schiava bambina. Prefazione di Lella Costa

Edizioni Stampa Alternativa, collana Eretica, giugno 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

zbun

 

 

 

 C'è una stretta connessione tra lo sfruttamento della prostituzione, il racket della tratta degli esseri viventi e la diffusione così massicia e capillare dello spaccio di droga a Perugia. Il fenomeno che si è radicato in questi ultimi anni a Perugia, però, è molto più complesso di quanto sembri. In una città divisa, dove tutti accusano tutti e scaricano sugli altri le responsabilità per la drammatica situazione di spaccio diffuso e il record dei morti per overdose, il Siulp, sindacato italiano unitario lavoratori di polizia, decide di fare un'inchiesta a tutto tondo sulla droga. Il filo conduttore - questa è la scelta dell'autrice - saranno i racconti dal vivo dei pusher. Gli spacciatori su strada raccontano i meccanismi dello spaccio, come funziona il mercato, la loro verità sulle ragioni che li hanno spinti a diventare manovalanza della criminalità. E parlano anche degli Zbun, i clienti, di tutte le età e di tutte le fasce sociali.

Nasce così il documentario on the road "Zbun", edito dal Siulp, un'inchiesta da cui, poi, nessuna riflessione sulla città e sul problema potrà prescindere. 

"Zbun", videodocumentario sullo spaccio a Perugia. Edito dal Siulp Perugia. Regia di Pasquale Rossi. Luglio 2011

 

 

 

 

 

SCAN0012cocaIl videodocumentario "Zbun" diventa un libro, in cui vengono riportate integralmente le interviste fatte ai pusher, filtrate attraverso l'analisi del fenomeno dello spaccio a Perugia negli ultimi quindici anni. 

"Sulla scena di una città antica e bellissima, Perugia, ferita dalle morti per overdose e dall'essere ormai diventata meta privilegiata di trafficanti internazionali, si muovono attori che sembrano protagonisti, ma si scoprirà che sono solo comparse per impresari senza scrupoli. Dietro le quinte un mondo ben più complesso, fatto di ombre e di complicità, dove i ruoli si invertono e si confondono. Uno spettacolo che replica ogni giorno, ogni ora, negli stessi luoghi. Per la prima volta, a quindici anni dall'operazione antidroga che portò alla luce i meccanismi dello spaccio a Perugia parlano i pusher, manovali della criminalità, persone senza nome e identità. Raccontano di migrazioni e di disperazione, di cocaina e regolamento di conti  a coltellate. Di vite in ostaggio. E svelano tutti i segreti dello spaccio. Parlano anche di noi, gli "Zbun" i clienti, così solerti a puntare il dito contro il lento scivolare di Perugia nel degrado e altrettanto pronti a cercare lo sballo nella droga. E' forse il tempo di farsi delle domande? E' forse l'ora di guardarsi intorno, ma anche dentro, e chiedersi quanta e quale parte di noi spettatori ci sia in tutto questo? Il libro è l'ideale preseguimento del video-documentario Zbun, inchiesta sullo spaccio a Perugia, da un'idea del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia) scritto e girato dall'autrice, per la regia di Pasquale Rossi".

Nel nome della cocaina. La droga di Perugia raccontata dagli spacciatori. Intermedia edizioni. Dicembre 2011.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

altra perugia

Dopo la voce dei pusher, dopo l'analisi, è il momento dei luoghi e di chi li vive. Un libro fotografico, collettivo e condiviso in cui è la città che parla. Di spaccio, ancora, ma anche della complessità della convivenza, di come le scelte urbanistiche interagiscano con la qualità della vita, ma anche con il potenziale insediamento della criminalità. Di come non esistano vuoti, in un sistema collettivo, perchè arriverà sempre qualcuno a riempirli. 

Il libro è un fotoracconto dell'altra Perugia, quella che non apparirà mai nelle brochure patinate, quella che, in alcuni casi, non si immagina nemmeno chi ci vive. E' spaccio, ancora, ma anche luoghi antichi abitati da gente che viene dall'altra parte del mondo, periferie che sono - anche - contenitori di emarginazione e di degrado. Convivenze fra persone che si sfiorano senza incontrarsi mai. "Sguardi sospesi, le tante vite che popolano una città, che si incontrano in uno stesso luogo senza mai incontrarsi veramente". 

Il libro è anche un esperimento di cronaca collettiva. Le foto sono state commentate da chi vive ogni giorno Perugia, scelto fra coloro che hanno animato il dibattito nato in seguito ai due precedenti lavori. Studenti, professionisti, insegnanti, magistrati, poliziotti, impiegati, uomini e donne, ragazzi e ragazze che hanno in comune un tratto distintivo: amano Perugia, vorrebbero vederla di nuovo nella sua bellezza declinata in tutte le sue accezioni. Una carrellata di punti di vista, emozioni e spunti che costituiscono un piccolo patromonio di idee.

"La città è progetto di vita collettiva. 

Insieme movimento di ombre e luci, crocevia di destini, speranze, illusioni e delusioni. La città è spazio immaginato e condiviso. Fuori dagli schemi della Perugia da cartolina questo libro è la narrazione fotografica di una città in cambiamento. Cartoline da un presente che non si può più far finta di non vedere".

L'altra Perugia. Istantanee di una città che cambia. Gianni Vagnetti, fotografo. Antonello Turchetti, editing fotografico. Vanna Ugolini, coodinamento del progetto per il Siulp. Intermedia edizioni. Febbraio 2013