Perugia capitale europea della Cultura 2019. Proposta: Dalla città della Domenica alla città dei ragazzi d'Europa

Nell'ambito della candidatura di Perugia a capitale europea della cultura l'associazione Città delle Meraviglie ha presentato due progetti: La cultura della sostenibilità e Dalla città della Domenica alla città dei ragazzi d'Europa, a firma dell'architetto Francesco Masciarelli e di Vanna Ugolini.

Di seguito la bozza del secondo progetto.

 

Dalla città della Domenica alla città dei ragazzi d’Europa

 

La nostra proposta di progetto per la candidatura di Perugia a capitale della cultura parte da alcune riflessioni personali, dall’esperienza maturata, dalla lettura di saggi e studi sulla condizione giovanile in Umbria e dalla considerazione della storia recente della città di Perugia.

Il progetto qui non potrà che essere esposto in termini generali, tenendo conto che si tratta di un primo passo in direzione della candidatura e va considerato come esempio strutturato di una serie di idee e riflessioni maturate per la stesura di questo documento.

 

Il perimetro entro il quale cui viene elaborato il progetto è delimitato dalle indicazioni presenti nel bando di candidatura mentre la parola chiave “coesione” viene utilizzata come una sorta di bussola.

 

Il progetto terrà quindi in considerazione i seguenti parametri:

1. La dimensione europea

2. Il metodo partecipativo

3. La dimensione generazionale

4. La progressione nella realizzazione

5. L’incisività nel tessuto sociale cittadino

6. La possibilità di continuare a realizzarlo anche dopo il 2019

 

Analisi

Perugia è stata una città pioniera nell’accoglienza dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze nell'elaborare metodi pedagogici applicati nelle scuole improntati sui principi della non violenza, dell’integrazione, della crescita equilibrata e consapevole delle giovani generazioni. Lo stesso Aldo Capitini, filosofo, sulle cui gambe hanno camminato in Italia le idee non violente gandhiane, era anche un educatore.

 

A tal proposito un cenno a cosa ha rappresentato il centro per l’infanzia il Tiglio, diretto per più di trent’anni da un pedagogista come Francesco Parroni, non a caso discepolo di Capitini, per intere generazioni di perugini, ma anche per i tanti stranieri che sceglievano Perugia come città in cui studiare e poi continuare a vivere. Il Tiglio è stato molto più che un centro per l’infanzia: un vero laboratorio creativo, di crescita e integrazione non solo per i bambini che lo hanno frequentato, ma anche punto di riferimento per gli stessi genitori. Il “metodo Parroni” non ha niente da invidiare al metodo Montessori e nemmeno al metodo applicato al famoso asilo Diana di Reggio Emilia: sarebbe bastato strutturarlo e far diventare materiali didattici gli strumenti utilizzati dai ragazzi e il “metodo Parroni” sarebbe diventata un marchio “Educazione a misura di bambino” di cui il Comune di Perugia, giustamente, si sarebbe potuto fregiare.

A metà degli anni ’90 Francesco Parroni, insieme ad altri esperti, ciascuno con le proprie competenze, aveva poi contribuito a disegnare una sorta di “Città dei ragazzi e della ragazze” che prevedeva – in sintesi – una riappropriazione del centro storico da parte dei più giovani. Percorsi a piedi o con piccoli trenini elettrici per poter arrivare da soli a scuola, le piazze come luoghi aperti in cui svolgere attività ludiche, i parchi intorno alla città trasformati in piste da mountain bike o luoghi in cui fare attività sportiva all’aperto. Il progetto fu solo in parte attuato e durò, purtroppo, lo spazio di pochi mesi, (furono attuati i primi percorsi a piedi dai parcheggi intorno all’acropoli alle scuole e poco altro), poi fu abbandonato, non certo per problemi economici. (I costi erano irrisori). Se pensiamo a chi è in mano oggiAggiungi un appuntamento per oggi il centro storico di Perugia, ci possiamo rendere conto di quanto fosse lungimirante il progetto.

 

Parallelamente Perugia era conosciuta in tutta Italia, per lunghi anni, per la città della Domenica, un luogo di incontro e svago per le famiglie e i ragazzi che quest’anno compie 50 anni, il primo parco tematico nella storia d’Italia. Un luogo fortemente innovativo, voluto da Luisa Spagnoli, che, fra l’altro, aveva creato probabilmente il primo asilo aziendale della storia italiana nella propria azienda. OggiAggiungi un appuntamento per oggi il parco, pur essendo ancora una realtà importante cittadina, non ricopre più la funzione che aveva un tempo.

 

Tra le esperienze destinate ai bambini e ai ragazzi che rimangono oggiAggiungi un appuntamento per oggi, va segnalata quella portata avanti da Francesca Rossi, musicista, che, all’interno dei progetti musicali che il Comune supporta dentro le scuole e attraverso l’attività della sua scuola di musica, riesce a coinvolgere centinaia di ragazzi delle scuole materne ed elementare intorno a progetti musicali importanti, aprendosi anche a tematiche sociali e ambientali: quest’anno va segnalata l’iniziativa che porterà in Umbria la scienziata Jane Goodall.

 

Ci sono poi iniziative legate alla divulgazione scientifica di buon livello (Post, Psiquadro, Festival della scienza) mentre per i più piccoli rimane un punto di riferimento importante il festival delle figure animate.

 

Il clima sociale è comunque profondamente cambiato, negli ultimi quindici anni l’aumento della presenza della criminalità e la diffusione della droga hanno vista Perugia raggiungere primati assolutamente negativi. La restrizione delle risorse da destinare al sociale e alla cultura ha portato inevitabilmente a abbassamento del livello dei servizi e delle iniziative. Un situazione che, inevitabilmente, non ha potuto non avere conseguenze sulla condizione giovanile.

A tale proposito faccio riferimento, come background, a due testi fra gli altri. Una ricerca Aur, condotta dalla sociologa Cecilia Cristofori, sulla condizione degli adolescenti in Umbri e al recentissimo testo del professor Ambrogio Santambrogio, La normalità deviante, che mette in relazione una analoga ricerca fatta nel 1994 e una condotta lo scorso anno, su un campione significativo di giovani umbri e il loro rapporto con le sostanze stupefacenti.

E’ evidente che esiste la necessità, da parte delle istituzioni, per quanto di loro competenza, di tornare a farsi carico delle nuove generazioni che sembrano molto più smarrite davanti alla molteplicità di eventi e di stimoli a cui sono sottoposte e che rischiano di trovarsi con troppa facilità a contatto con situazioni pericolose (spaccio diffuso), come si evince anche dalle ricerche sovracitate.

 

Proposta

La proposta si struttura in due parti:

1. Cittadini consapevoli

2. Cittadini creativi

 

Cittadini consapevoli

 

L'idea che sta alla base di questo progetto è quella di una rialfabetizzazione dei più giovani su valori e temi sociali, in particolare quelli che riguardano la violenza di genere e le dipendenze (tossicodipendenze, dipendenze da gioco etc) .

 

In questa direzione lavora, ad esempio, l’associazione Libera, con tre giornate l’anno dedicate al temi diversi che vertono, comunque sull'importanza del rispetto delle regole e sulla consapevolezza dei propri diritti e coinvolgono un numero elevato di studenti.

Queste giornate prevedono l'incontro con esperti e professionisti e l'elaborazione di lavori fatti dagli studenti che vengono poi presentati durante le tre giornate. Analogo lavoro viene fatto dalla Provincia, sui temi della legalità, con il progetto "Battiti di legalità".

 

Questo modello potrebbe essere approfondito, anche con il coinvolgimento di più competenze ed esteso a un numero più alto di studenti e di giovani, attuato in maniera strutturata e continuativa lavorando ogni anno su temi diversi, dallo sfruttamento della prostituzione alla violenza alle donne, dalla tossicodipendenza alla dipendenza da gioco e così via. I progetti devono essere calibrati a seconda dell'età dei ragazzi: l'idea di base è che un ragazzo, dalle scuole media alle superiori, ad esempio, possa fare un percorso extra curriculare che lo aiuti a diventare un cittadino consapevole sugli argomenti trattati. Alcuni temi sono già trattati nelle scuole, che possono senz'altro essere cooptati e integrati all'interno di una progettualità di più ampio respiro.

E' necessaria, naturalmente, la collaborazione dell'Ufficio scolastico provinciale, perchè le scuole hanno in questo progetto un ruolo da protagoniste.

E' importante avere la consapevolezza che è necessario fornire strumenti moderni e il più completi possibili ai ragazzi e alle ragazze per poter interpretare la complessità della società in cui vivono e in cui diventeranno adulti.

 

Gli strumenti da utilizzare potrebbero essere i più vari: conferenze incontri con gli esperti, produzione di filmati prodotti dagli stessi ragazzi, blog.

 

Il lavoro svolto durante l’anno potrebbe confluire in una o più giornate in cui i lavori svolti vengono presentati alla città, con la premiazione di quelli risultati più interessanti da una giuria di esperti e anche la creazione di materiale sempre fruibile on line.

 

L'esperienza potrebbe facilmente allargata a livello europeo per il 2019.

 

Cittadini creativi

 

Questa parte del progetti prende le mosse dalla considerazione della necessità di dare strumenti, luoghi e opportunità ai giovani per poter esprimere la loro creatività e il confronto con adulti portatori di valori e abilità.

L'idea è quella di organizzare un sorta di festival delle arti, un appuntamento e un luogo in cui i giovani trovino da un lato la possibilità di esprimersi liberamente, dall'altro di confrontarsi alla pari con protagonisti del mondo della cultura intesa in senso lato.

I temi che potrebbe trattare il festival potrebbero essere:

la musica, la danza, la pittura, le arti figurative, le web arti, il giornalismo, la scienza, la filosofia, la letteratura, dal fantasy all'horror al noir al fumetto, e così via.

 

Ogni anno potrebbe sviluppare uno di questi argomenti, che poi, nel 2019 sarebbero tutti rappresentati insieme in una sorta di festival dei saperi.

Durante il festival i giovani potrebbero avere un ruolo di fruizione ma anche attivo: ad esempio potrebbero assistere a spettacoli ma anche fare spettacolo, potrebbero ascoltare esperti ma anche confrontarsi sul campo con loro.

E l'evento nel 2019 potrebbe essere allargato ai giovani europei, con un confronto e un incontro di livello internazionale.

 

Nemmeno per quanto riguarda questi temi Perugia è all'anno zero. Ci sono tanti festival, da quello del giornalismo a Immaginario festival, a Perugia Comics, a Umbrialibri ai tanti eventi musicali che potrebbero rappresentare un punto di partenza per quanto riguarda il know how e i contatti da cui partire. In questo modo si creerebbe una continuità con gli eventi già organizzati in città, letti in altra chiave e una narrazione degli stessi in prospettiva generazionale. Inoltre i giovani si approprierebbero dei luoghi, - sale, piazze, vie, palazzi, biblioteche - ricucendo così anche le fratture urbane presenti sul territorio.

Anche in questo caso le scuole potrebbero essere coinvolte ma la manifestazione avrebbe un respiro più ampio e meno istituzionale, pur mantenendo un alto valore culturale.