I cittadini che fanno parlare le pietre

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C' è una piccola storia, un retroscena all'articolo pubblicato ieri sul quotidiano La Nazione, edizione di Perugia.

L'articolo racconta di una serie di adesivi attaccati sulle pietre dei muri antichi lungo alcune strade del centro di Perugia, a segnalare la presenza di siringhe o spaccio. Di qui il titolo con il riferimento alle pietre parlanti. Gli adesivi sono stati inventati e distribuiti da un gruppo di cittadini, che si riunisce virtualmente su facebook, nel gruppo "Perugia non è la capitale della droga" e si incontra anche "fisicamente" per portare a termine operazioni di riappropriazione del centro storico e di Perugia. Una iniziativa è stata, appunto, quella degli adesivi, ma l'ultima impresa del gruppo è stata quella di allestire, grazie alla donazione di un cittadino che è voluto rimanere anonimo, un'area giochi per bambini al parco della Cupa, prima noto, soprattutto, per essere luogo di consumo di droga. Più di un tossicodipendente è stato trovato morto per overdose sulle panchine di quell'area verde. Da un paio di settimane, invece, quel parco, grazie al presidio cittadino si sta rianimando. 

Il retroscena riguarda un episodio accaduto pochi giorni prima ad un ragazzo di una media del centro storico di Perugia che, tornando da scuola, aveva notato qualcosa sporgere da un buco del muro dell'arco dei Gigli, in pieno centro. Per curiosità aveva preso in mano quell'oggetto che sporgeva dalla fessura del muro, rendendosi conto, però, che era una dose di droga. Il ragazzo aveva rimesso l'ovulo a posto, ma era tornato a casa turbato e anche impaurito dal fatto che lo spacciatore lo avesse visto maneggiare con la droga e lo volesse in qualche modo punire. 

Per quanto il ragazzo non avesse corso rischi reali, non è "piacevole" per nessuno trovarsi con della droga in mano semplicemente appoggiandosi a un muro all'uscita da scuola. Per dare una risposta alla richiesta di sicurezza e di impegno che veniva dal ragazzo, la famiglia ha fatto due cose: ha avvertito la polizia e ha consegnato gli adesivi che indicano le zone delle spaccio al ragazzo, in modo che potesse segnalare i luoghi pericolosi lungo il tragitto che da casa porta a scuola. Sono nate così le pietre parlanti, è nato così un percorso antidroga che mette in allerta i cittadini e aiuta i poliziotti di quartiere che percorrono la città a piedi. Quegli adesivi sono segnali precisi che dicono: i cittadini ci sono e quando si riprendono la città arrivano anche a far parlare le pietre. 

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