Le mie parole
Mercoledì, 19 Giugno 2013 23:58

Forse non lo sai ma pure questo è amore?

Ci sono notizie, vale a dire storie, che ti colpiscono più altre. Per il modo con cui si svolgono, il momento, la particolare coincidenza di elementi. Così mi era successo con la notiizia di un bambino partorito e abbandonato nel bagno di un fast food, alla fine dello scorso anno. Con queste parole avevo commentato la notizia sulla mia pagina facebook: "(...) L'altra immagine forte che rimane di queste ultime ore del 2012 è invece drammatica. E' quella di un'altra donna, la quale si libera del corpo del figlio in un bagno di un fast food, lì dove quasi sotto una regia da film dell'orrore si materializzano tutti i simboli dei non-valori. Un bimbo che nasce da una madre sola, tra urina, macchie di sangue, sporcizia. Pezzi di placenta ritrovati anche per strada, pezzi di femminilità, della sacralità della vita buttati tra i cartocci dei panini. Un presepe tragico, sporco. Eppure anche questo accade nel nostro mondo, nei nostri anni così patinati, tecnologici, liftati, che sembrano quasi esimerci dal dolore e dalle conseguenze del declino che prende la vita. Anche di questo dovremmo prenderci cura, come di quel bambino che appena nato ha già affrontato la morte e, per fortuna ce l'ha fatta. Perchè, come scrive Garcia Marquez, è la vita e non la morte a non avere confini".

Nelle settimane successive la madre fu arrestata e ieri è stata condannata a quattro anni. La giustizia ha messo il sigillo su questa storia, ma mi piacerebbe molto parlare con questa donna e capire. Senza giustificare il gesto che ha fatto, capire cosa c'era dietro, cosa ha incontrato nella sua vita per arrivare a buttare il proprio figlio in un bagno. Mi sono chiesta, in queste settimane, tante volte se anche dietro questo gesto orribile non ci fosse, in realtà, l'unico possibile gesto d'amore che questa donna - probabilmente uno dei tanti corpi in vendita sulle nostre strade - poteva fare nei confronti del proprio figlio: metterlo al mondo e lasciarlo in un posto pieno di gente, in cui, qualcuno, come è stato, l'avrebbe ritrovato. L'amore ai tempi della tratta e dello sfruttamento internazionale della prostituzione. Forse. 

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È un vero e proprio 'furto di futurò quello che si sta consumando ai danni dei bambini, adolescenti e giovani che vivono in Italia.
La povertà - sociale, economica, d'istruzione, di lavoro - li sta colpendo come non mai derubandoli di prospettive e
opportunità. E con il futuro di chi è giovane oggi, si sta disintegrando il futuro del nostro Paese. A lanciare l'allarme è il
nuovo dossier di Save the Children «L'isola che non sarà» diffuso oggi insieme all'indagine «Le paure per il futuro dei
ragazzi e genitori italiani», in occasione del lancio della campagna 'Allarme infanzia".

Quattro - secondo il Rapporto - le principali e più pesanti ruberie commesse a spese del nostro ben poco considerato
'giovane capitale umanò: il taglio dei fondi per minori e famiglia - con l'Italia al 18esimo posto nell' Europa dei 27 per
spesa per l'infanzia e famiglia, pari all'1,1% del Pil; la mancanza di risorse indispensabili per una vita dignitosa - dunque
furtodi cibo, vestiti, vacanze, sport, libri, mensa e rette scolastiche e universitarie: quasi il 29% di bambini sotto i 6
anni, pari a 950.000 circa - vive ai limiti della povertà tanto che il nostro paese è al 21esimo posto in Europa per rischio
povertà ed esclusione sociale fra i minori 0-6 anni, e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale.

E ancora: il furto d'istruzione, con l'Italia 22esima per giovani con basso livello d'istruzione, il 28,7% tra i 25 e i 34 anni
(1 su 4), per dispersione scolastica, pari al 18,2% di under 25; (1 su 5). L'Italia è all'ultimo posto per tasso di laureati,
il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni, pari a 760.000. E 'furto di lavorò: i giovani disoccupati sono il 38,4% degli under 25,
il quarto peggior risultato a livello europeo mentre i Neet (giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e
200.000 e posizionano il nostro paese al 25esimo posto su 27.

 

 Save the Children attraverso la campagna "Allarme infanzia" da oggi fino al 5 giugno, denuncerà il gravissimo deficit di futuro delle giovani generazioni e chiederà una massiccia mobilitazione dell'opinione pubblica affinchè le istituzioni mettano in campo interventi urgenti e strutturali in favore di minori e giovani, sempre più minacciati nel diritto ad una vita dignitosa.

 

La campagna, curata da 'Grey', si sviluppa intorno al concetto di «furto di futuro» a cui danno corpo dei ritratti di
bambini che denunciano il furto attraverso alcune frasi («Mi hanno rubato la terza media», «Mi hanno rubato la mensa a
scuola»). Ritratti apparsi oggi su migliaia di macchine e sui muri di Roma e Milano, o mostrate dai volontari di Save the
Children in altre 14 città italiane: una guerrilla metropolitana per descrivere la gravità della condizione di bambini e giovani
e suscitare una reazione fattiva, invitando tutti a moltiplicare l'allarme denunciando il furto di futuro con una proprio
messaggio sul sito www.allarmeinfanzia.it. Si può inoltre seguire la campagna su #allarmeinfanzia.

«Per quantificare il furto di futuro che si sta commettendo ai danni delle giovani generazioni, Save the Children ha
utilizzato 12 indicatori Eurostat che permettono di comparare le chance dei bambini italiani con quelle dei loro coetanei
europei. Il risultato, riassunto in 5 mappe e classifiche dei 27 paesi dell'Ue, compresa l'Italia, è deprimente», spiega
Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia.

 

«Considerando i diversi indicatori, il nostro paese si posiziona per 7 volte oltre il ventesimo posto in classifica. Un posizionamento molto negativo che Save the Children ha tradotto in una mappa sintetica in cui l'Italia appare di dimensioni molto ridotte rispetto alle attuali, a indicare la perdita di futuro per i bambini e adolescenti, rispetto ai quali stanno peggio solo i minori di Bulgaria e Grecia».

 

 «Il generale impoverimento delle giovani generazioni va in parallelo con una colpevole e annosa disattenzione nei loro confronti,
che si sta traducendo in una gravissima privazione di prospettive, in una parola, di futuro», continua Neri.
«Cancellare il futuro di bambini e giovani significa compromettere il futuro dell'intero paese», ammonisce.

 

Tra le proposte di Save the Children per un «ritorno al futuro»: un piano specifico e articolato di contrasto alla povertà
minorile, che preveda al suo interno alcune misure prioritarie come l'estensione della carta d'inclusione sociale per l'acquisto
di beni essenziali, non solo a quei nuclei con figli, in situazione di povertà estrema ma a tutte le famiglie a basso reddito
con minori in difficoltà; un piano d'investimento a favore dell'istruzione pubblica, per tenere aperte le scuole con attività
educative anche il pomeriggio e per garantire, senza ulteriori costi per le famiglie, l'insegnamento delle materie curricolari
e i servizi di trasporto e mensa gratuiti per le famiglie più in difficoltà. Un nuovo piano per l'utilizzo dei Fondi europei che
concentri le risorse sullo sviluppo non solo delle infrastrutture fisiche ma anche del «capitale umano», a partire dal
potenziamento dei servizi alla prima infanzia.

 

«La campagna sviluppata l'anno scorso sicuramente ha contribuito a stimolare l'attivazione del governo, per esempio
nell'ambito della utilizzazione dei fondi europei», spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the
Children Italia. «Ma bisogna fare molto di più e subito. Attraverso questa campagna faremo la massima pressione affinchè l'infanzia torni
al centro delle priorità dell'azione politica o - ammonisce - il danno sociale sarà irreparabile, sia per i giovani che per
l'intera nazione». La campagna avrà il sostegno di testimonial tra i quali Alessio Boni, Andrea Sartoretti, Filippo Nigro,
Giorgio Marchesi, Marco Giallini, Paolo Conticini, Roberto Ciufoli, Rossella Brescia, Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni,
Irene Ferri. Alcune delle denunce raccolte saranno consegnate ai rappresentanti istituzionali insieme alle proposte di Save
the Children per restituire il futuro a bambini e ragazzi italiani.

 

(Fonte: adnkronos)

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