Mr. Rossano Ercolini, nel sacco nero c'è il "Nobel" per l'ambiente

Scritto da 

Che sollievo sentir parlare Rossano Ercolini, il maestro elementare di Capannori (Lucca, Toscana, Italy!) arrivato sul tetto del mondo, vincitore del Goldman Environmental Prize, 2013, un italiano scelto per il suo impegno a favore dell'ambiente, tra i candidati di tutta Europa. Sì, perchè il premio viene dato a sei persone ogni anno, sei "super green", uno per ogni regione continentale. La Fondazione Goldman ha voluto premiare Rossano Ercolini, poiché “quando sentì parlare dei progetti di edificazione dell’inceneritore nel suo Comune, ritenne di avere la responsabilità, come educatore, di proteggere il benessere degli studenti e di informare la comunità in merito ai rischi dell’inceneritore e alle soluzioni per la gestione sostenibile dei rifiuti domestici del paese”, come si legge nella motivazione del premio. "Rossano Ercolini è stato premiato per l’Europa per il suo impegno nel promuovere il progetto Rifiuti Zero. È questo un grande riconoscimento a tutto quel vasto tessuto di associazioni, comitati, movimenti e comuni che negli ultimi quindici anni ha diffuso capillarmente, in Italia e in Europa, la teoria e la pratica di Rifiuti Zero. Il prestigioso riconoscimento ricevuto da Ercolini renderà più forti le battaglie contro gli inceneritori e per Zero Waste in Italia e in Europa”, ha commentato dagli Stati Uniti Patrizia Lo Sciuto, coordinatrice di Zero Waste Italy.

Allora non tutti gli ambientalisti sono spariti, non tutti sono finiti fagocitati da improbabili alleanze, sepolti sotto le scartoffie di qualche assessorato di seconda fila, stremati dall'ennesima protesta contro ecomostri, cementificazioni selvagge, centrali nucleari. Rossano Nicolini è entusiasta, "adesso con questo premio chi ci ferma più?", ricorda i suoi inizi nel movimento del "Sole che ride", i Verdi che alla fine degli anni '80 scesero in politica, seguendo l'onda lunga del movimento anti nuclearista, nato dopo il disastro di Chernobyl, ma soprattutto progetta quello che farà nei prossimi giorni. 

 

Intanto, però, come ha fatto l'America a scoprirla? 

 

San Francisco e Capannori sono le due eccellenze nel movimento Rifiuti Zero: i contatti con l'America sono tanti e frequenti, abbiamo voce in capitolo nel movimento. Le buone pratiche e l'esperienza di Capannori (ha il record di differenziata, circa 82 per cento, ma non solo) sono un luogo ben visibile per chi si occupa di questi temi. Poi, probabilmente, ha colpito anche il fatto che sono un maestro elementare, una persona normale che, però, può fare la differenza. Inoltre, con l'esperienza di Capannori, siamo riusciti a trasformare una storia locale in un network nazionale. Per chi segue la questione dei rifiuti, noi siamo conosciuti fin dal 1994, quando ci battemmo contro la costruzione di un inceneritore in provincia di Lucca e vincemmo. Da lì ci cominciammo a muovere, facemmo diverse battaglie e man mano ci siamo fatti conoscere.

 

Quindi lei ha cominciato con il movimento del "Sole che ride", a fine anni '80.

 

Sì. Siamo stati anche gli unici verdi in Italia, a essere buttati fuori dal movimento. Fu Luigi Manconi a farlo, nel 1997, formalmente, perchè eravamo contro gli inceneritori. Noi ci presentammo lo stesso alle elezioni con la lista "Ambiente e futuro" e lo slogan "Non bruciamoci il futuro". Eravamo e siamo per dare messaggi positivi. Ci si può divertire a battersi per il pianeta. E' una opportunità.

 

A Capannori avete il record della raccolta differenziata e del riciclo. Riuscite a recuperare circa l'80 per cento dei rifiuti. Ma non vi limitate a questo. Studiate cosa c'è nel 20 per cento che non si recupera. Così cercate soluzioni per il riciclo anche di quello. E vi confrontate con le aziende che producono oggetti non riciclabili perchè cambino il loro modello di produzione. Ma è sicuro che si può stare senza inceneritori?

 

Certamente. La risposta ce la danno l'Olanda o la Danimarca, che hanno grossi impianti di incenerimento e comprano rifiuti a prezzi bassissimi pur di farli funzionare. Sì è arrivati al paradosso, in quei casi, per cui bisogna produrre rifiuti perchè gli inceneritori siano economicamente convenienti.

A San Francisco si recupera l'80 per cento dei rifiuti, a Capannori l'82 per cento. Quello che rimane, si stabilizza, si studia e poi si può ancora recuperare: ci sono nuovi macchinari che lo permettono. Il caso più eclatante è stato lo studio che ha fatto il nostro centro di ricerca, per separare il caffè dal suo contenitore, in accordo con le aziende produttrici di cialde. Ma ci sono tante altre buone pratiche che abbiamo messo in atto. Ad esempio noi ora siamo in contatto con una piccola azienda di Occhiobello, in provincia di Rovigo, che lavora, cioè lo scarto di pulper. Prima nella piana di Lucca volevano fare l'inceneritore, ora sono in grado di fare manufatti in plastica con materiali riciclati.

A Marzabotto c'è un industriale, Claudio Tedeschi, che ha acquistato una parte di area industriale e monta 500 lavatrici al giorno recuperando i pezzi dalle lavatrici.  Stiamo lavorando contro lo spreco alimentare. Quello che è riciclabile e compostabile non va in discarica.

Gli inceneritori, invece, sono contro le buone pratiche.

 

Finalmente economia ed ecologia non sono più uno slogan, vanno nella stessa direzione?

 

Certamente. L'Ocse prevede che in 25 anni ci serviranno il 75 per cento di materie prime in più. I rifiuti diventeranno sempre più importanti e la filosofia di Rifiuti Zero si "incastra" perfettamente in questo volano economico. In America l'industria del riciclo è quella che dà più posti di lavoro.

 

Cosa ne pensa che movimento della Decrescita felice, che punta molto sul riciclo, recupero, autoproduzione, teorie in parte condivise anche dal manifesto economico del Movimento Cinque Stelle  di Beppe Grillo?

 

Concordo in parte con le teorie di questo movimento, per la parte che riguarda il recupero e il riutilizzo. Noi siamo, però, per la creazione di posti di lavoro, di un progresso di crescita sostenibile, ma comunque di crescita. 

 

Il movimento del Sole che ride aveva un'etica, principi, una filofia di base che sostenevano le azioni "verdi". Pensiamo a Gregory Bateson e all'ecologia della mente, a Alexander Langer, pacifista e costruttore di ponti fra culture diverse o a Gianfranco Amendola, con il suo libro "Nel nome del popolo inquinato". L'ambientalismo degli anni 2000 sembra essere più dominato dalla tecnologia e che il resto si sia perso.

 

"Rifiuti Zero" non parla di rifiuti, parla di comunità. Noi partiamo dal sacco nero per arrivare alla democrazia. Una democrazia delle comunità che poggia i piedi sul territorio. Uno dei pilastri della sostenibilità ambientale è proprio quello sociale. Rifiuti zero è una nuova idea di democrazia che parte dal basso. Anche lo stesso Beppe Grillo riconosce di essere debitore del patrimonio di conoscenze di Rifiuti Zero e del movimento ambientalista. Il nostro è il rilancio di un progetto ecologista che prevede prodotti a chiloemtri zero, spreco zero e così via. Certo, bisogna andare avanti. C'è bisogno di una istituzione che declini le battaglie territoriali in senso più lato e di collegare i saperi informali a quelli formali.

 

Quindi, dopo il premio internazionale, si va avanti. Certo, non avrete la vita facile. Matteo Renzi, che ha buone chance di diventare leader del Pd, dichiara che gli inceneritori vanno fatti e non creano problemi di salute.

 

Firenze sarà la nostra Stalingrado. Ce la faremo.

 

Beh, dopo Firenze, anche l'Umbria è un osso duro da cambiare. Il partito degli inceneritori è fortissimo, anche i sindacati sono a favore, nonostante la raccolta differenziata necessiti di un maggior numero di lavoratori. Pensi che, addirittura, a Perugia, la carta viene raccolta nei sacchetti di plastica e se la metti in quelli di carta non te la raccolgono. E questo nonostante ci sia la Novamont, con sede a Foligno, dove l'ad Catia Bastioli si è inventata la plastica biodegradabile...

 

Questo succede in tutte quelle realtà dove le municipalizzate si sono trasformate in società per azioni. E' nei capoluoghi dove si concentra lo scontro politico. Noi in Umbria siamo entrati a nord e a sud, a Umbertide e Narni. Andremo avanti. Li accerchiamo.

 

In bocca al lupo, dunque a Rossano Ercolini, maestro elementare che, nella sua classe, insegna la matematica facendo calcolare ai bambini quanti alberi hanno salvato e quanta anidride carbonica hanno fatto risparmiare al pianeta con la raccolta della carta e, soprattutto, cerca di far scoprire quanta meraviglia c'è sul pianeta. Ovunque, in un tramonto, ma anche nel sacco nero della spazzatura. Basta saperlo guardare. Da bravo ambientalista, ricevuto addirittura dal presidente Obama, conosciamo già la sua risposta. Viva il lupo. Viva il lupo, Mr Ercolini. 

 

 

Letto 3886 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.