Giacomo Grifoni, psicoterapeuta: "Uomini che maltrattano, la violenza è una scelta"

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Intervento tenutosi al convegno "Uomini violenti: prevenzione e recupero. Trasformare il potere. Fermare la violenza domestica intervenendo sugli uomini autori di violenza". Perugia, 31.05.2013. A cura di Centro per le Pari opportunità Umbria, Camera minorile di Perugia. 

Quanto segue è l'estratto dell'intervento dello psicologo Giacomo Grifoni, socio fondatore Cam, autore del libro "Non esiste una giustificazione", non rivisto dall'autore.

 

...."Il maltrattamento delle donne ad opera degli uomini non è sempre una malattia ma piuttosti un problema di genere. E' un problema che ci spiazza perchè non si riesce a classificare: gli uomini che maltrattano le donne non appartartengono a determinate categorie sociali, non sono persone che vivono in condizioni disagiate. Gli uomini maltrattanti appartengono ad ogni categoria sociale, trasversalmente, dall'analfabeta al professionista, senza distinzione. Tutti, dunque, possiamo essere maltrattanti.

 

Tutti noi, forse, abbiamo subito delle forme di violenza, ma la violenza degli uomini nei confronti delle donne ha due caratteristiche: è fatta con continuità, è una questione di potere: il potere che l'uomo esercita sulla donna.

 

Ci sono diverse concause che portano l'uomo a diventare maltrattante, dioversi fattori di rischio. Lavorando con gli uomini maltrattanti ci rendiamo conto che i vecchi modelli di trattamento devono essere rivisti. Ad esempio molti uomini, circa il 20-30 per cento, prima di diventare violenti si sono affacciati ai servizi sociali per altri problemi: ad esempio sono stati utenti del Sert, oppure del servizio alcolisti anonimi o sono stati in psicoterapia. Si sono rivolti ai servizi per altri problemi, ma, in qualche modo, hanno provato a chiedere aiuto. Dobbiamo quindi chiederci quanto i nostri servizi siano attrezzati non solo per dare risposte a determinati problemi, ma anche quanto riescano a "captare" i reali problemi delle persone che si rivolgono ai servizi.

 

Il maltrattamento, infatti, non è un raptus, ma è una scelta.

 

Per quanto condizionato da mille fattori di rischio, ambientali, relazionali, psicologici, il maltrattamento si sceglie e, per questo, si può anche scegliere di fermare la violenza. Quello che diciamo agli uomini maltrattanti che si rivolgono al nostro centro è "Crediamo nella tua possibilità di poter smettere di essere violento". E tutti gli studi della comunità internazionale ci danno ragione.

 

........

 

Ci sono, come abbiamo detto, degli elementi che molti degli uomini che diventano violenti, hanno in comune. Ad esempio, molti di loro vivevano in famiglie in cui non si capiva quello che accadeva. I genitori avevano comportamenti imprevedibili, non razionali. Oppure uno dei genitori era violento nei confronti del bambino. Ad esempio uno degli uomini che abbiamo in cura al centro ci raccontava che la madre lo picchiava mentre dormiva perchè imparasse a non picchiare.  Un comportamento molto violento, imprevedibile, irrazionale. 

L'Organizzazione mondiale della sanità ci dice che spesso gli uomini violenti non hanno maturato una serie di abililità di vita necessarie per avere relazioni equilibrate con gli altri. 

Ma, alla fine, essere un uomo violento è una scelta. Quando noi, in terapia, ascoltiamo gli uomini che parlano, cerchiamo di farli concetrare proprio su questo: la violenza è una scelta. Loro cercano di portare in terapia tutta una serie di episodi che potrebbero portare a giustificare il loro comportamento, come appunto, le violenze subite dai familiari o le ingiustizie subite sul luogo di lavoro o nelle relazioni sentimentali. Noi cerchiamo, invece, di farli concetrare proprio sui loro comportamenti. A volte passiamo l'intera ora della terapia a ricostruire pochi minuti di un episodio che ha fatto scatenare la violenza, ricostruiamo con loro come era la stanza in cui è scoppiata la violenza, come era messo il piatto in tavola e così via, per farli concentrare sulle loro azioni, sui meccanismi che hanno fatto scattare la violenza, per rilevarla puntualmente, step by step.

 

Andiamo a nominare la violenza.

 

Gli uomini all'inizio la minimizzano, la negano, poi, pian piano, ne diventano consapevoli. Uno dei motivi più frequenti per cui un uomo decide di seguire un percorso di terapia per smettere di essere violento, è quando ci sono dei figli. Più che chiedersi "Che marito voglio essere?", la molla che fa scattare la consapevolezza di avere bisogno d'aiuto, è "Che padre voglio essere?". da questa domanda può partire un percorso che porta ad acquisire nuove consapevolezze all'uomo maltrattante.

 

......

 

Chiudo il mio intervento ricordando quello che un uomo che abbiamo in cura mi ha detto rivolgendosi a me dopo una seduta: "Abbiamo bisogno di voi". Ha detto "abbiamo" quasi questa richiesta fosse rivolta non solo a se stesso, ma a tutti gli uomini, al genere."

 

Abbiamo bisogno di voi, di capire, riflettere su come costruire un modo nuovo, diverso, di relazionarci.

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1 commento

  • Link al commento giacomo grifoni Giovedì, 27 Giugno 2013 16:55 inviato da giacomo grifoni

    Ciao. Ti ringrazio per la pubblicazione di alcuni estratti del mio intervento. Sei riuscita a cogliere i passaggi fondamentali e quel che davvero volevo passare ai presenti.tanta strada rimane da fare ma questi passi sono fondamentali per facilitare una rivoluzione culturale che crei le premesse per una società non violenta.di nuovo grazie e spero a presto. Giacomo Grifoni

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